Il Fonte Pliniano è tuttora uno dei simboli della città (è rappresentato anche nello stemma cittadino); di epoca quasi certamente messapica, venne descritto da Plinio il Vecchio (da cui successivamente prese il nome) nella sua Naturalis Historia.
Il secondo libro della Naturalis historia di Plinio il Vecchio, annovera tra le più importanti fonti del mondo allora conosciuto quella ubicata in uno dei luoghi più suggestivi della storia salentina, posta nella periferia del regno Messapico, costituendo la guardia contro il nemico tarantino, ossia Manduria.
“In Sallentino, iuxta oppidum Manduriam, lacus, ad marginem plenus, neque exaustis aquis minuitur, neque infusis augetur”. 
Si tratta di un pozzo posto all’interno di una grotta naturale di 18 metri di diametro e 8 metri di larghezza raggiungibile scendendo 20 gradini scavati nella roccia. Sulla volta della grotta si apre un lucernario quadrato, una struttura cilindrica dalla quale spunta un albero di mandorlo (secondo la leggenda secolare) dalla quale penetra la luce necessaria ad illuminare l’ambiente. Dal pozzo e dalla vasca adiacente sgorga perennemente acqua proveniente da una falda acquifera sotterranea. Anticamente il Fonte Pliniano era adibito anche a luogo di culto di una divinità messapica.
Video della fonte:
Come tutte le principali strutture ciclopiche e megalitiche che avessero una valenza sacra, ha forma circolare ed il cerchio, simbolo di completezza, di finitezza e di centralità, è l’elemento geometrico ricorrente nella struttura, scavata nella nuda roccia. All’esterno è visibile l’antico pozzo circolare, un tempo dominato da un albero di mandorlo sacro, antico simbolo di rinascita, il cui frutto, nascosto da un guscio, è legato alla conoscenza misterica del culto della madre terra. Un albero sacro ai Messapi, che solevano adornarlo di tralci d’oro e di mandorle d’oro allorquando tornavano vittoriosi dalle loro spedizioni militari contro Taranto.
Una leggenda popolare conferma queste pratiche, narrando di una regina messapica che, sconfitta, si gettò con tutti i suoi tesori in un pozzo presso la fonte. Altre fonti riferiscono che i guerrieri messapi, prima della guerra, compivano il rito propiziatorio delle abluzioni sacre nel fonte, per poi andare in battaglia con il favore degli dei. Si racconta che al ritorno da una spedizione vittoriosa fu sottratta ai tarantini una chioccia d’oro con 12 pulcini (evidentissimo e ricorrente simbolo legato al culto della Dea Madre) che vennero nascosti nel fonte, come ex voto per quella gloriosa vittoria.
Gaio Plinio Secondo (Gaius Plinius Secundus), conosciuto come Plinio il Vecchio (AD 23 – 79), è stato uno scrittore, ammiraglio e naturalista romano.
La sua Naturalis historia, che conta 37 volumi, è il solo lavoro di Plinio il Vecchio che si sia conservato. Quest’opera è stata il testo di riferimento in materia di conoscenze scientifiche e tecniche per tutto il Rinascimento e anche oltre.
Manduria has its roots far back in history. Originally inhabited by Messapians, who have left impressive remains, Manduria was their stronghold against Tarentum (Taranto). The original town was destroyed by the Saracens in the 10th century, inhabitants then resettled on the site of the present town naming it Casalnuovo, but the orginal name of Manduria was reverted back to in the 1700s.
Pliny the elder mentions Manduria and it’s uncanny well :
“In the Salentine, near the city of Manduria, there is a well full to the brim, whose water is never reduced by any quantity withdrawn nor ever increased by any added.”
The well, Fonte Pliniano, with an almond tree growing in it can still be found in inside a grotto within the walls of the old city.
Gaius Plinius Secundus (AD 23-79), better known as Pliny the Elder, was a Roman author, naturalist ad natural philosopher, as well as naval and army commander of the early Roman Empire, and personal friend of the emperor Vespasian.
Spending most of his spare time studying, writing or investigating natural and geographic phenomena in the field, he wrote an encyclopedic work, Naturalis Historia (Natural History), which became a model for all other encyclopedias.
Stemma di Manduria:
